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Ghetto Ebraico di Roma – Itinerario

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Ghetto Ebraico di Roma – Informazioni e Consigli

Con il sole tipico di Roma non c’è niente di meglio che andare alla scoperta della città semplicemente passeggiando. E’ così infatti che si potrà assaporare tutto il gusto e il fascino dell’Urbe, in un tripudio di colori, monumenti, vicoli e palazzi. Un Itinerario che è certamente in grado di regalare continue sorprese e scoperte è quello all’interno dello straordinario Ghetto Ebraico, forzatamente sorto tra Largo di Torre Argentina e il Tevere.

Piazza Mattei – Ghetto Ebraico di Roma

La passeggiata può avere inizio da Piazza Mattei (A), che ricorda nel nome quello della potente famiglia di Conti, che a lungo visse proprio in questa zona, costruendo ben cinque Palazzi noti come “Isola Mattei”. La Piazza, piccola e nascosta, è certamente una delle più incantevoli di Roma. Qui si affacciano ben due Palazzi Nobiliari, Palazzo Mattei e Palazzo Costaguti, ancora oggi abitato dagli ultimi eredi dell’importante Famiglia. Immancabile una Fontana posta al centro della Piazza, realizzata tra il 1581 ed il 1584 dallo scultore Taddeo Landini su disegno di Jacopo Della Porta, la Fontana fu oggetto di Restauro nel 1658 per volere di Papa Alessandro VII, i lavori furono affidati a Gian Lorenzo Bernini il quale ebbe l’idea di aggiungere delle Tartarughe in Bronzo, che hanno reso famosa la Fontana con il nome di Fontana delle Tartarughe. Le Tartarughe, durante il corso dei Secoli, furono più volte vittime di furto, ma per fortuna furono sempre ritrovate ed oggi sono al sicuro nei Musei Capitolini. Tutt’ora sul bordo della Fontana sono presenti delle semplici Copie. Piazza Mattei nel 1800 segnava il confine tra la Roma Cristiana e la Roma Ebraica: i Mattei ed i Costaguti infatti detenevano le chiavi di una delle porte del Ghetto, aperte nel drammatico “Serraglio” posto tra Piazza Mattei e l’inizio di Via della Reginella. Queste porte ogni sera, al tramonto, venivano sbarrate per essere poi riaperte solo il mattino seguente. Il Ghetto Ebraico fu istituito nel 1555 da Papa Paolo IV Carafa per convogliare gli abitanti ebrei presenti a Roma in un unico quartiere, per poterli così meglio sorvegliare. La popolazione viveva in un luogo terribile, sporco, fatiscente e in condizioni drammatiche, senza diritti e sottostando ad assurdi obblighi, come il non poter uscire la notte, indossare contrassegni colorati sui vestiti per essere immediatamente riconosciuti o essere forzati ad ascoltare le “Messe Coatte”.

Via della Reginella – Ghetto Ebraico di Roma

Attraversando Via della Reginella (B), che rappresenta uno dei Vicoli più caratteristici del Quartiere Ebraico, si giunge nell’arteria centrale del Ghetto, Via del Portico d’Ottavia. Impossibile non notare il Palazzetto Quattrocentesco del mercante Lorenzo Manilio, con tanto di iscrizione celebrativa sulla facciata. Poco più avanti, appena superato l’angolo, si nota una piccola e graziosa edicola circolare con colonnine bianche: è il Tempietto del Carmelo all’interno del quale, in passato, era custodita la miracolosa immagine della Vergine del Carmine, oggi purtroppo perduta.

Piazza delle Cinque Scole – Ghetto Ebraico di Roma

Proseguendo oltre, si raggiunge Piazza delle Cinque Scole (C), così chiamata per le Cinque Scuole Rabbiniche che qui sorgevano, di cui oggi però non rimane più nulla, furono distrutte durante i lavori di sistemazione dell’area tra la fine dell’800 e i primi del‘900. Nella Piazza sono rimasti da un lato Palazzo Cenci Bolognetti e dall’altro, totalmente nascosta all’occhio non attento, la Chiesa dedicata a Santa Maria del Pianto, incompleta e senza facciata principale, così denominata dall’immagine Miracolosa custodita al suo interno. Si narra infatti che molti anni fa, un’immagine della Madonna posta nelle vicinanze, fu spettatrice involontaria di un omicidio, tale triste evento fece Piangere l’icona che da quel momento divenne oggetto di profonda Venerazione. Oggi al centro della Piazza vi è la Fontana del Pianto, qui spostata in epoca moderna. Se si fa attenzione al disegno nei sampietrini in via del Portico d’Ottavia, proprio di fronte alla palazzina di Lorenzo Manlio, si vedrà delineata la sagoma della Fontana, esattamente nel punto originario in cui si trovava, e cioè al centro della scomparsa Piazza Giudia.

Portico d’Ottavia – Ghetto Ebraico di Roma

Proseguendo lungo la via, si giunge al Portico d’Ottavia (D), l’antico Monumento edificato dall’Imperatore Augusto e dedicato all’amata Sorella, all’interno del quale vi erano Sale per Concerti, Biblioteche ed una grande Piazza con i Templi dedicati a Giunone Regina e a Giove Statore. Qui nel Medioevo si inserì la Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, con a lato l’Oratorio dei Pescivendoli, dedicato a Sant’Andrea. Il riferimento al pesce si deve al fatto che proprio qui, tra i resti del Portico, si insediò un importante mercato del pesce rimasto in uso fino alla fine del 1800, quando venne soppresso perché il Tevere, in seguito alla realizzazione dei Muraglioni che proteggono la Città dalle inondazioni, smise di essere navigabile. L’area del Portico d’Ottavia però è anche la protagonista di una delle pagine più buie della Storia. Fu qui infatti che il 16 Ottobre del 1943 tutti gli Ebrei del Ghetto furono radunati per essere deportati nei campi di concentramento e una targa qui posta, ricorda tutte le numerose vittime.

La Sinagoga o Tempio Maggiore – Ghetto Ebraico di Roma

Poco più avanti svetta in tutta la sua maestosità il Tempio Maggiore (E), una tra le più Grandi Sinagoghe d’Europa, che fu costruita nel 1904 dagli architetti Armani e Costa, con uno stile Eclettico che fonde insieme il gusto Liberty con le tradizioni orientali, completamente aniconico, come la Religione Ebraica impone.

San Gregorio della Divina Pietà – Ghetto Ebraico di Roma

Poco prima di attraversare il Lungotevere e lasciare il Quartiere Ebraico, si incontra sulla sinistra la piccola Chiesa di San Gregorio della Divina Pietà (F), detta anche San Gregorio al Ponte Quattro Capi oppure San Gregorietto ai Quattro Capi con in facciata un Cartiglio con l’iscrizione in doppia lingua ( Latino ed Ebraico ) di un passo del Libro del Profeta Isaia ed utilizzata contro gli Ebrei come Ammonimento.

La passeggiata alla scoperta del Ghetto Ebraico di Roma, termina qui, ma se l’orario è quello di Pranzo o Cena, e vi state domandando dove mangiare?, Vi consigliamo di tornare su via del Portico d’Ottavia e scegliere uno dei numerosi Ristoranti Kosher presenti, per gustare qualche ottima pietanza della Cucina Ebraico Romanesca, come per esempio i famosi Carciofi alla Giudia o la Zuppa di Pesce. Ne varrà sicuramente la pena!

Articolo Realizzato da
Associazione L’Asino D’Oro